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Perché alcuni bambini sono così sensibili e altri sembrano non essere influenzati da nulla?

Forse l’hai vissuto a casa: un bambino crolla per un commento, per un piccolo cambiamento di programma o per uno sguardo che non si aspettava. Un altro, invece, sembra invincibile: cade, si arrabbia per un attimo… e continua come se nulla fosse successo. A questo punto sorge la grande domanda:

perché alcuni bambini sono così sensibili e altri quasi per niente?

La risposta non sta nell’educazione né nel fatto che uno sia “debole” e l’altro “forte”. Ha più a che fare con il modo in cui ogni bambino elabora l’ambiente e le emozioni. Per spiegarlo, la psicologia utilizza tre metafore molto chiare: bambini orchidea, bambini tulipano e bambini dente di leone.

Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo

Per anni abbiamo sentito dire che tutti i bambini hanno bisogno delle stesse cose: limiti, affetto, regole e stabilità. Ed è vero… ma solo in parte.

La realtà è che non tutti vivono il mondo allo stesso modo. Alcuni sono più reattivi ai cambiamenti, ai rumori, ai conflitti o all’ambiente emotivo che li circonda. Altri, invece, si adattano più facilmente.

Da dove vengono queste metafore?

Le espressioni bambino orchidea, bambino tulipano e bambino dente di leone sono nate negli anni ’90 dagli studi del pediatra e psichiatra Thomas Boyce. Insieme al ricercatore Bruce Ellis ha sviluppato la teoria della sensibilità differenziale, che spiega perché alcuni bambini sono particolarmente sensibili all’ambiente… sia in senso negativo che positivo.

Con il tempo, queste idee sono uscite dall’ambito scientifico e sono diventate popolari per aiutare le famiglie a capire che non tutti i bambini hanno le stesse esigenze. Non si tratta di etichette o diagnosi, ma di modi per comprendere meglio i loro bisogni emotivi.

Bambini orchidea: i più sensibili

I cosiddetti bambini orchidea:

  • provano le cose con maggiore intensità,
  • possono essere sopraffatti emotivamente,
  • percepiscono immediatamente tensioni, cambiamenti o stress,
  • sono spesso visti come “ipersensibili”.

Ma c’è un aspetto fondamentale: in un ambiente sicuro, rispettoso e stabile, questi bambini fioriscono in modo straordinario. Sono empatici, osservatori, creativi e profondi.

Il problema sorge quando si pretende che sopportino tutto “come se niente fosse”. Non diventano più forti: si spengono. E questo può influire sul loro benessere emotivo.

Bambini dente di leone: resilienza naturale

I bambini dente di leone tendono a:

  • adattarsi facilmente,
  • riprendersi rapidamente dalle frustrazioni,
  • sembrare poco influenzati dai problemi,
  • cavarsela bene anche in ambienti complicati.

Ciò non significa che non provino sentimenti. Semplicemente, il loro sistema emotivo è meno reattivo. Tuttavia, anche loro hanno bisogno di sostegno emotivo, anche se a volte questo passa inosservato.

Bambini tulipano: la via di mezzo

Tra questi due estremi ci sono i bambini tulipano. Non sono sensibili come gli orchidea né resistenti come i dente di leone.

Le cose li influenzano, ma di solito riescono a regolarsi con un po’ di aiuto. In realtà, la maggior parte dei bambini rientra in questa categoria, anche se spesso li educhiamo come se fossero tutti uguali… e non lo sono.

Cosa implica questo per le famiglie?

La chiave non è classificare, ma smettere di confrontare. Ciò che per un bambino è una semplice sfida, per un altro può sembrare enorme. E questo non è segno di debolezza: è segno di sensibilità.

Capire se tuo figlio è più simile a un’orchidea, a un tulipano o a un dente di leone aiuta ad adeguare le aspettative e, soprattutto, il tipo di sostegno di cui ha bisogno.

Non si tratta di indurire i bambini sensibili né di “ammorbidire” quelli più resistenti.

Si tratta di offrire a ciascuno l’ambiente adeguato per crescere sicuro, rispettato e felice.

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