Il recente video virale in cui il robot Optimus di Tesla appare mentre corre in modo fluido ha catturato l’attenzione di migliaia di utenti sui social media, poiché riflette una pietra miliare nello sviluppo della robotica umanoide. Il post, pubblicato dall’account ufficiale di Tesla Optimus con il messaggio “Abbiamo appena stabilito un nuovo record personale in laboratorio”, è stato rapidamente amplificato da Elon Musk, che ha condiviso il video accompagnato dalla frase “Running robot”. In poche ore, le immagini hanno generato un’ondata di reazioni e commenti, sia da parte dei follower che degli esperti di tecnologia, che hanno sottolineato la naturalezza e la scioltezza dei movimenti del robot.
Optimus ha imparato a correre: Tesla ha mostrato un video in cui il robot si muove con “fluidità fondamentale”

Il video, della durata di pochi secondi, mostra Optimus che si muove lungo una pista tracciata sul pavimento di un laboratorio, mentre altri robot rimangono in formazione sullo sfondo. La fluidità della corsa e la coordinazione dei movimenti sono stati indicati come elementi chiave che differenziano questo progresso dalle dimostrazioni precedenti, in cui Optimus svolgeva solo compiti di base come camminare o spostare oggetti.
La capacità di correre rappresenta una sfida tecnica considerevole nel campo della robotica umanoide. A differenza del camminare, il correre richiede che entrambi i piedi del robot si stacchino dal suolo ad ogni falcata, il che aumenta la complessità nella gestione dell’equilibrio e nella sincronizzazione dei movimenti.
Il raggiungimento di una corsa stabile richiede l’integrazione di algoritmi predittivi che regolano la corsa in millisecondi, nonché sistemi avanzati di feedback sensoriale. Questi sistemi consentono al robot di mantenere la stabilità e reagire ai cambiamenti dell’ambiente in tempo reale.
Lo sviluppo di Optimus si basa sull’intelligenza artificiale derivata dai sistemi di guida autonoma di Tesla, insieme ad attuatori progettati specificamente per questo modello. Il processo di apprendimento automatico include migliaia di ripetizioni, supportate da accelerometri, giroscopi e sensori di visione artificiale, che dotano il robot della capacità di interpretare e rispondere al suo ambiente in modo autonomo.
Inoltre, l’uso di materiali flessibili e componenti elastici nelle articolazioni contribuisce a replicare l’ammortizzazione naturale dei tendini umani, facilitando movimenti più fluidi e naturali, anche durante periodi di attività prolungati.
Per quanto riguarda i piani commerciali, Elon Musk ha sottolineato che Optimus non solo costituisce un progresso nella ricerca, ma potrebbe anche trasformare il mercato del lavoro e l’economia dell’azienda. Tesla dispone già di una linea di assemblaggio dedicata a Fremont e prevede l’apertura di un superimpianto a Giga Texas, con una capacità produttiva fino a 10 milioni di unità all’anno.
L’azienda si è prefissata di produrre un milione di robot Optimus entro la fine del prossimo anno e stima che il prezzo di vendita iniziale oscillerà tra i 20.000 e i 30.000 dollari, il che potrebbe posizionarlo in modo competitivo rispetto ad altre opzioni sul mercato, a condizione che si ottengano economie di scala nella produzione.
La roadmap di Tesla prevede il lancio ufficiale del modello Optimus V3 nel primo trimestre del 2026, con la presentazione di un prototipo orientato alla produzione. Tra le proiezioni più ambiziose dell’azienda figura la possibilità che, in futuro, gli stessi robot partecipino alla produzione di nuove unità, aprendo la strada a una catena di produzione automatizzata senza intervento umano diretto.
