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La scoperta del secolo: cambia la storia dell’umanità dopo il ritrovamento della fonte dell’acqua della vita

Un ritrovamento archeologico nel centro di Montevideo, in Uruguay, sta offrendo una nuova prospettiva sulla vita coloniale nel Río de la Plata. Quello che era iniziato come un lavoro di routine per installare un ascensore nel Museo Histórico Cabildo di Montevideo ha finito per rivelare resti storici di grande importanza, diventando uno dei ritrovamenti più rilevanti della città. Questi resti ritrovati consentono di conoscere i dettagli su come fosse realmente la vita dei primi abitanti dell’Uruguay e sottolineano l’importanza strategica dell’acqua nella vita quotidiana dell’epoca.

Fonte della vita: una scoperta inaspettata

Durante i lavori per l’installazione di un ascensore e il miglioramento dell’accessibilità del museo, gli operai hanno fatto una scoperta inaspettata: strutture archeologiche coloniali in ottimo stato di conservazione sotto terra.

L’archeologa Nicol de León, responsabile della ricerca, ha sottolineato che la scoperta comprende “molte strutture di epoche diverse e anche oggetti dell’epoca coloniale e della prima fase dell’indipendenza” dell’Uruguay.

Cosa è stato trovato?

Gli oggetti rinvenuti sono:

  • Bottiglie di vetro di epoche diverse.
  • Proiettili e pallottole che testimoniano conflitti passati.
  • Pipe utilizzate dagli abitanti.
  • Resti ossei che rivelano informazioni sull’alimentazione.
  • Strutture architettoniche di diversi periodi storici.

La misteriosa “fonte dell’acqua della vita” trovata a Montevideo

Il ritrovamento più sorprendente è quello di un’antica fonte d’acqua di possibile origine coloniale, secondo le prime ipotesi degli archeologi. Sebbene gli scavi siano ancora in corso, la struttura presenta caratteristiche architettoniche insolite che la distinguono dagli altri resti trovati nel sito.

Perché l’acqua era così importante nella Montevideo coloniale?

La storica Ana Ribeiro, viceministro dell’Istruzione e della Cultura dell’Uruguay, ha sottolineato che l’accesso all’acqua era una delle maggiori sfide della Montevideo coloniale. Come ha spiegato, trattandosi di una “città fortificata”, i periodi di guerra o di assedio lasciavano la popolazione completamente isolata, dipendente esclusivamente dalle fonti interne per il proprio approvvigionamento.

Il problema era che l’acqua non era abbondante, il che rendeva ogni fonte una risorsa strategica vitale per la sopravvivenza della popolazione.

Le acque “miracolose” della zona occidentale di Montevideo

Ribeiro ha aggiunto un dettaglio che rende la scoperta ancora più interessante: non tutte le fonti d’acqua avevano lo stesso prestigio nella Montevideo coloniale. Come ha spiegato, quelle occidentali erano considerate le più pure e salutari, al punto da dare origine a vere e proprie leggende tra gli abitanti.

Una delle più famose era la fonte aperta da Luis Mascareñas, uno dei primi abitanti della città, alla quale venivano attribuite proprietà curative. Anche se non è ancora stato confermato, gli archeologi non escludono che la struttura scoperta nel Cabildo sia collegata a questa storica fonte, una scoperta che potrebbe riscrivere parte del passato urbano di Montevideo.

Cosa ci racconta questa scoperta sulla vita coloniale

Secondo De León, gli oggetti e le strutture rinvenuti “ci parlano della vita, di com’era la città, Montevideo, dall’epoca coloniale fino al 1800 e oltre”.

Informazioni rivelatrici su:

Igiene e salubrità

  • Come veniva gestita la pulizia all’epoca.
  • Quali sistemi venivano utilizzati per mantenere la salute pubblica.
  • Come venivano affrontate le malattie.

Sistemi di approvvigionamento idrico

  • Da dove prendevano l’acqua per bere e cucinare.
  • Come la immagazzinavano e la distribuivano.
  • Qual era la qualità dell’acqua disponibile.

Alimentazione e classi sociali

  • Cosa mangiavano i diversi gruppi sociali.
  • “Chi mangiava cosa” in base alla propria posizione economica.
  • Come variava la dieta tra ricchi e poveri.

Il dilemma tra accessibilità e conservazione storica

Il ritrovamento ha generato un dibattito tra le autorità culturali di Montevideo. María Inés Obaldía, direttrice della Cultura dell’Intendencia, ha sostenuto che l’installazione dell’ascensore è fondamentale per migliorare l’accessibilità al secondo piano del museo e garantire un’esperienza inclusiva per tutti i visitatori.

Tuttavia, la comparsa di questo prezioso complesso archeologico costringe a riconsiderare i piani.

Come ha spiegato l’archeologa Nicol de León, verrà redatto un rapporto tecnico dettagliato che sarà valutato dalla Commissione Nazionale del Patrimonio, la quale determinerà se i lavori possono proseguire o se dovranno essere modificati per preservare i resti storici rinvenuti.

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