Uno scavo effettuato nell’ambito dei lavori di riqualificazione dell’Esplanade di Grenoble, nel sud della Francia, ha portato a un risultato che è ben lontano dall’atmosfera festosa della tradizionale Foire des Rameaux che si celebra ogni anno e per la quale è famosa questa città. L’Istituto Nazionale di Ricerche Archeologiche Preventive (Inrap, acronimo francese) ha rivelato il ritrovamento di resti umani in fosse comuni e i resti di un antico luogo di esecuzione e esposizione di corpi, che ha suscitato grande interesse e dibattito nella città. Il progetto di trasformazione dell’Esplanade, un vasto spazio adiacente alla Porte de France, in una zona pedonale e paesaggistica, ha richiesto lo svolgimento di studi archeologici preliminari che hanno dato risultati periodici. Finora non erano stati pubblicati.
Il “gibet” e le fosse comuni

La principale rivelazione degli scavi è l’individuazione dei resti dell’antico gibet (il patibolo) di Grenoble, una struttura, spesso un grande palo, utilizzata storicamente per esporre pubblicamente i corpi dei condannati a morte. Secondo l’Inrap, questo luogo sarebbe stato in uso dal XVI secolo fino all’inizio del XVII. Oltre ai resti di questa struttura, gli archeologi hanno anche trovato tracce di un “edificio quadrangolare in muratura”. All’interno e oltre il suo muro settentrionale sono state scavate dieci fosse comuni.
Vicino a tutti questi elementi, sono state scoperte fosse contenenti altri resti umani: in totale, sono stati riesumati circa 32 individui. Le datazioni indicano che alcune di queste fosse risalgono al XVI secolo.
Una morte crudele e spietata

L’analisi delle sepolture suggerisce che i corpi non abbiano ricevuto una sepoltura convenzionale, ma “infame”, sottolineano gli esperti. I resti dei condannati sono stati “depositati o gettati” gli uni sugli altri nelle fosse, spesso a contatto diretto, “testa con i piedi, a pancia in giù o a faccia in giù, senza un orientamento predominante”.
Le ossa appartenevano principalmente a uomini, anche se sono state identificate anche alcune donne. E, secondo le analisi, la maggior parte dei corpi è stata esposta sul gibet, dopo essere stata considerata “ribelle all’autorità del re”. Ecco come funzionava il processo all’epoca: prima gli individui venivano giustiziati nella Place aux Herbes, dall’altra parte del fiume Isère, e poi venivano esposti pubblicamente in questo luogo.
La scoperta mette in luce il passato oscuro dell’Esplanade. Prima di diventare un parcheggio gratuito o un luogo di grandi eventi culturali a Grenoble, era un sito dedicato all’applicazione delle pene giudiziarie.
