La tradizione dell’arrosto aggiunge un nuovo passaggio: gettare foglie di alloro sulle braci. Questa pratica, che combina sapore e misticismo, sta guadagnando terreno tra coloro che cercano qualcosa di diverso sulla griglia. Le foglie di alloro vengono poste sul fuoco e subito dopo volano spiegazioni simboliche di abbondanza. Al di là del gusto, il trucco nasconde una componente esoterica: la pianta era simbolo di vittoria e onore nella mitologia greca e oggi viene utilizzata nei rituali di protezione e prosperità durante l’asado. Tuttavia, va chiarito che questa usanza non ha alcun fondamento scientifico. L’effetto è più legato all’esperienza del fumo aromatico e all’intenzione che a un miracolo culinario. Ma per molti fa già parte del rituale della grigliata. Vediamo di cosa si tratta.
Gettare foglie di alloro sulle braci della grigliata

La grigliata è un rito molto radicato in diverse culture: non solo un modo di cucinare la carne, ma anche un incontro sociale, una tradizione tramandata di generazione in generazione. In questo contesto, compaiono trucchi, segreti e aggiunte che cercano di arricchire l’esperienza.
Una di queste aggiunte è l’uso delle foglie della pianta di alloro (Laurus nobilis) gettate sulle braci al momento di preparare il fuoco per la carne.
Secondo un articolo di El Tiempo, uno dei motivi più tangibili per usare le foglie di alloro nell’arrosto è il loro contributo al sapore e all’aroma. Quando le foglie vengono riscaldate sulle braci o sul bordo della griglia, rilasciano oli essenziali che si trasformano in fumo aromatico.
Questo fumo si attacca alla carne, conferendole una nota erbacea, sottile, diversa. Inoltre, si sostiene che l’alloro aiuti a neutralizzare gli odori forti che possono provenire dal carbone o dalla carne, conferendo freschezza al tutto.
Come precauzione, si consiglia di utilizzarlo in piccole quantità: troppo alloro o troppo fumo potrebbero alterare o addirittura rovinare il sapore della carne.
Al di là dell’aspetto culinario, l’uso dell’alloro nella cottura alla brace ha una forte componente simbolica e rituale. La tradizione risale ai tempi della mitologia greca, dove l’alloro era associato al dio Apollo e simboleggiava la vittoria e l’onore. Oggi, molte persone lo aggiungono al fuoco con l’intenzione di attirare abbondanza, protezione, buone vibrazioni e armonia nel momento in cui si condivide la grigliata.
Ad esempio, un rituale comune consiste nell’attendere che il fuoco sia mezzo acceso, gettare le foglie di alloro, ripetere tre volte la parola “grazie” e lasciarle bruciare senza interferire.
Va notato che, secondo gli articoli consultati, non esiste alcun supporto scientifico per queste credenze, si tratta piuttosto di un’usanza culturale ed emotiva.
Come applicarlo correttamente
Per trarre vantaggio da questa pratica senza danneggiare la carne o il fuoco, è opportuno rispettare alcuni semplici passaggi:
- Accendere le braci normalmente fino a quando non sono ben cotte, prima di aggiungere l’alloro.
- Mettere da 2 a 4 foglie di alloro secche (o da 3 a 5 fresche) per una tipica grigliata piccola; se la griglia è grande o ci sono molte porzioni, usare da 6 a 8 foglie distribuite.
- Gettare le foglie sulle braci o sulla griglia laterale, non direttamente sui tagli spessi che potrebbero bruciarsi troppo. Il fumo genererà l’effetto aromatico desiderato.
- Non esagerare: troppo materiale vegetale può produrre fumi pesanti o sapori indesiderati. Mantenere l’equilibrio è fondamentale.
- Quindi, procedere a posizionare la carne normalmente, permettendo all’aroma dell’alloro di integrarsi al momento della cottura.
Cosa si ottiene alla fine?
Il risultato atteso è una cottura con un sottile strato di aroma erbaceo che la differenzia, senza sovrastare il sapore tradizionale della carne. Inoltre, per chi apprezza la componente simbolica, si ottiene un momento di connessione più profondo: la griglia non è solo cibo, ma anche rituale e celebrazione.
Chi lo incorpora sottolinea che aggiungerlo dà un’altra atmosfera al momento della cottura: una pausa, un’intenzione, un gesto quasi cerimoniale.
Da un punto di vista puramente culinario, non si tratta di un cambiamento radicale nella tecnica della cottura alla griglia (la cottura, il taglio, il fuoco rimangono determinanti). Ma può fare la differenza nell’aroma finale e nell’atmosfera della preparazione.
